
Fabrizio Cassandro
Organizzo rassegne e proiezioni a Comala, a Torino, e da alcuni anni provo a fare cinema girando cortometraggi.
Assiduo frequentatore di festival, quando scrivo mi piace muovermi tra Rohmer, Linklater, Bergman e il mumblecore, senza troppa ortodossia: cerco soprattutto quel cinema che parla delle piccole cose e usa il personale come chiave per l’universale.
In Father Mother Sister Brother, il corpo di Tom Waits diventa metafora del cinema di Jim Jarmusch: una recita consapevole contro il tempo che passa, tra famiglie-teatro, spazi vuoti e legami che sopravvivono alla finzione.
Di Emanuele Antolini, Fabrizio Cassandro, Giuseppe Bargagnati, Jacopo Troise, Marco Piva, Mattia Gritti, Morena Falcone
Una classifica dei migliori film del 2025 costruita dal confronto tra visioni critiche diverse, per raccontare il cinema attraverso l’attrito degli sguardi.
Sei film che analizzano il genocidio attraverso approcci storici e narrativi differenti, per comprendere come il cinema rappresenta e tramanda eventi estremi.
Al 43° Torino Film Festival, la proiezione “segreta” era Marty Supreme di Josh Safdie: un vortice di ping pong, debiti e ambizione in puro stile Safdie.
Un coming-of-age erotico BDSM che scardina lo sguardo dello spettatore: in Pillion la sottomissione diventa autodeterminazione, il kink una lingua possibile del desiderio e noi dall'altra parte dello schermo i veri imputati.
Un'intervista con Massimiliano Supporta e Matteo Pennacchia, responsabili del TOHorror Fantastic Film Fest.
Dove sta la cinepresa quando il vero sembra dileguarsi senza sconti nella selva? In un tempio diroccato, sotto la pioggia, nel presente di Rashomon e ...







