Mr. Nobody against Putin – Un doc su una fiction di stato│Recensione

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Data di pubblicazione: 16/03/2026

Presentato in anteprima italiana al Biografilm Festival 2025, Mr. Nobody against Putin mette lo spettatore nei panni di un agente in incognito e mostra l’effetto censoriale e manipolatorio che un governo può avere sull’educazione, sull’informazione e, più in generale, sulla cultura.

Se questa testimonianza è giunta fino a noi, superando gli impermeabili confini russi, lo dobbiamo principalmente al coraggio di Pavel “Pasha” Talankin, videomaker e coordinatore di eventi scolastici nella cittadina industriale di Karabash.

 

Tramite gli obiettivi di Talankin, in Mr. Nobody against Putin vediamo come procede la vita all’interno della scuola, ci intrufoliamo nelle aule ed entriamo nell’ufficio di Pasha. Questo luogo è un “pilastro di democrazia”, un posto in cui il videomaker accoglie gli studenti e in cui questi, sentendosi al sicuro, si lasciano un po’ andare, confidandosi vicendevolmente gioie e paure.

Ma all’indomani dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia tutto cambia.
Prendendo una decisione per niente scontata, Talankin decide di sfruttare la sua condizione professionale al fine di documentare ciò che avviene all’interno dell’istituto.

Unico a poter puntare una telecamera verso alunni e professori senza destare il minimo sospetto, le sue riprese mostrano il cambiamento della scuola in cui lavora, dal precedente clima di pace al successivo periodo di guerra.
Le danze festose e caotiche dei bambini si trasformano in precise marce militari, le canzoni lasciano il posto a inni e discorsi patriottici da recitare all’unisono.

La storia viene sostituita dalla propaganda.

 

È il classico modus operandi dei regimi autoritari che non ammettono la critica, che non vogliono avversari politici, e tutto ciò senza dichiararlo apertamente ma andando, pian piano, a raschiare via pezzettini di una libertà sempre più debole. L’individuo che pensa liberamente, in maniera indipendente, è un pericolo, quindi si cerca di non allevare nuovi potenziali oppositori, plagiando le giovani menti che popolano le scuole.

Se vuoi sopravvivere devi chinare la testa ed eseguire l’esercizio comandato a bacchetta dall’ammaestratore.
Se ti ribelli non sopravvivi. Ma Talankin decide di provarci comunque e riprende tutto ciò che riesce a documentare prima di dire addio alla sua terra natia. Per dilemmi etico-morali, per coerenza, perché ama la sua scuola, il suo paese e vuole provare a non dichiarare la resa della libertà di pensiero ed espressione, battendosi in maniera pacifica, con azioni non violente.

“Io combatto la tua fede che è contraria alla mia ma sono pronto a battermi fino al prezzo della mia vita perché tu possa sempre esprimere liberamente il tuo pensiero. […] Io non sono credente ma rispetto la fede dei credenti. […] Il fascismo opprimeva tutti coloro che non la pensavano come lui.”

Intervista realizzata dall’Associazione Nazionale Sandro Pertini.

 

Il documentario che il regista David Borenstein confeziona insieme a Pavel Talankin può essere inserito nel filone delle coraggiose storie di spionaggio a cui ci ha abituato il collega danese Mads Brügger (Cold Case Hammarskjöld, The Mole: Undercover in North Korea), certo con elementi tecnici minori e una scrittura sicuramente meno originale ma, considerando che l’obiettivo iniziale era ben lontano dal prodotto cinematografico finale, il risultato è notevole.

Mr. Nobody against Putin è in primo luogo un attacco contro la politica repressiva del governo russo di Vladimir Putin, ma assume un significato molto più ampio di critica nei confronti di qualunque governo che limiti le libertà dell’individuo e della comunità tutta. È un’esortazione a dire sempre la propria opinione, a non rimanere in silenzio e a battersi per la verità, provando a smascherare l’oppressore con la cultura della non violenza.

“Commanders don’t win wars.
Teachers win wars.”

Voto: 7,5

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