Obsession – Sarà per sempre sì│Recensione
Data di pubblicazione: 19/05/2026
È un film che toglie l’ossigeno Obsession, come una relazione tossica che elimina gli spazi vitali del proprio partner. Le ombre, d’altronde, in questo magnifico esordio di Curry Barker privano d’identità Nikki (una straordinaria Inde Navarette) per trasformarle in entità: la proiezione di un amore tossico a fondo perduto dell’amico e amante Bear (Michael Johnston). Il meccanismo narrativo che dà il via alla discesa negli inferi di entrambi è quanto di più elementare si possa concepire: un bastoncino dei desideri che se spezzato realizza veramente ciò che hai detto ad alta voce.
Un’idea fanciullesca, naive, eppure tremendamente efficace nel ritrarre il disperato bisogno di controllo dei sentimenti di una persona nei confronti dell’altra. Il protagonista è il prototipo del bravo ragazzo. Bear – nomen omen – cela però, consciamente o meno il ritratto dell’Incel: più preoccupato di domandarsi perché l’altra persona non ricambi il suo sentimento piuttosto che di interrogarsi sul proprio.
I codici dell’horror in Obsession vengono rispettati, come in un film di possessione portato fino al parossismo – d’altronde commedia e orrore sono figli della stessa madre – con improvvisi scatti di violenza che lasciano interdetti nella loro brutalità.

Ma non è tanto nello shock delle immagini che Curry Barker segna uno scarto con gli epigoni del suo genere, ma nel mostrare il lato della personalità del protagonista ossessionato dal controllo, come avviene in un’agghiacciante scena solo di dialogo che svela finalmente tutte le carte di una dinamica relazionale più comune di quanto pensiamo.
In Obsession serpeggia così l’idea di un rapporto figlio del narcisismo contemporaneo: ciò che conta non è l’altro, ma la percezione di sé, la propria immagine. Ogni influenza esterna – perfino le preoccupazioni degli amici – vengono eluse.
Nikki posseduta diventa allora lo specchio di Bear, un rapporto onanistico che alimenta solo l’ego di uno dei due, privando – appunto – l’altro di un’individualità che altrimenti rivelerebbe il re nudo. Non è dunque un caso che Nikki sorrida perennemente, come se fosse sempre in posa per compiacere l’obiettivo o, meglio, lo sguardo altrui.
Barker attinge a pieni mani all’immaginario di Smile con Nikki volta a interpretare il ruolo di un avatar che parrebbe provenire direttamente da un reel di Instagram. L’oscuro oggetto del desiderio in Obsession coincide con la parabola di un uomo ridicolo al cospetto della complessità dell’altro. Bear preferisce rifugiarsi in un’immagine controllabile, una versione di Nikki che non possa contraddirlo.
Per questo il bastoncino dei desideri finisce per assumere la forma di un click: un gesto minimo, immediato, che trasforma il desiderio in consumo, una scatola magica che non chiede mai.
Voto: 8.5
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