Manhunt – La solitudine dell’abisso│Recensione
Data di pubblicazione: 11/08/2026
Dalle serie di Ryan Murphy a Un giorno in pretura, da Il Mostro di Stefano Sollima ai podcast di Elisa Truecrime o Pablo Trincia, il true crime è diventata ormai una delle forme prevalenti della narrazione audiovisiva contemporanea.
Partendo dalla vicenda (poco nota in Europa) di una serie di omicidi compiuti nella British Columbia nel 2019 da una coppia di teenager, con Manhunt, presentato in Concorso al Festival di Locarno, il regista canadese Wayne Wapeemukwa sceglie da subito di disinnescare le componenti sensazionalistiche e voyeuristiche insite nel genere, approcciando una narrazione chiaramente debitrice, nella scrittura e nello stile, dei film di Gus Van Sant di inizio anni zero (Elephant su tutti).


Voto: 7,5
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